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Il resistore
è il componente più utilizzato nei circuiti elettronici. Caratteristica
di questo componente è quella di presentare un valore controllato di
resistenza fra i suoi terminali. Tale valore, tralasciando le derive che
vedremo in seguito, è costante per i resistori fissi mentre per i resistori
variabili (detti anche potenziometri o trimmer resistivi)
può essere variato entro un certo campo.
I
tipi di uso comune presentano un valore di resistenza pressoché indipendente
dalla tensione applicata; sono detti lineari perché la corrente I
che li percorre è proporzionale alla tensione V applicata fra i
due reofori secondo la legge di Ohm:
I = V/R
dove R è appunto la resistenza del resistore
misurata in Ohm (W).
Esistono
però anche dei tipi non lineari: i varistori e i termistori.
I
varistori o V.D.R. (Voltage
dependent resistors, resistori dipendenti dalla tensione), sono
componenti la cui resistenza diminuisce all'aumentare della tensione
applicata secondo la seguente relazione:
I=Vn|r
dove
r è una funzione di V ed n una costante che di
solito vale da 2 a 6.
I termistori invece, sono componenti il cui valore di resistenza dipende
fortemente dalla temperatura e sono utilizzati in vari campi di
applicazione proprio per questo loro comportamento.
Si dividono in due categorie: NTC e PTC abbreviazioni di Negative
temperature coefficient e Positive temperature coefficient.
All’aumentare della temperatura la resistenza degli NTC diminuisce
mentre quella dei PTC aumenta.
La simbologia elettrica dei resistori è rappresentata in figura-1.
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