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Selezione
della punta
Un’altra scelta molto importante da non sottovalutare è quella
della punta.
Questa
dovrebbe essere larga almeno quanto la connessione che stiamo per
realizzare. Punte spesse e corte immagazzinano e trasferiscono più calore
alla giuntura di quanto siano in grado di fare punte lunghe e sottili.
Pertanto queste ultime, vanno utilizzate esclusivamente per la
realizzazione di saldature di piccola superficie.
Può capitare a volte, che il saldatore non riesca a fondere lo stagno nei 2
o 3 secondi prestabiliti, ciò significa che la punta che stiamo utilizzando
è troppo piccola.
Le punte in commercio sono realizzate da rame rivestito galvanicamente da
uno strato di ferro, questo per allungarne la vita operativa.
Evitiamo pertanto di limarle, poiché ciò causerebbe un danno funzionale
alla stessa alterandone la dinamica termica e aumenterebbe il rischio
sicurezza.
Stagno e Flussante
Il più comune tipo di stagno utilizzato in elettronica, è quello
composto da una lega metallica costituita dal 63% di stagno e dal 37% di
piombo.
La ragione per la quale è utilizzato proprio questo rapporto tra i due
metalli è che la temperatura di fusione della lega è più bassa di quella
dei due metalli presi singolarmente.
Infatti, lo stagno puro fonde a 232°C, il piombo puro a 327°C e la lega
dei due a 183°C.
Questo significa che la saldatura è eseguita alla più bassa temperatura
possibile con minore stress per le parti saldate.
Ma ancora meglio, nel rapporto 63/37 la lega stagno piombo assume la
proprietà eutettica, ovvero la capacità di cambiare istantaneamente da
solido a liquido e viceversa ad una precisa temperatura.
Questa caratteristica produce saldature lisce, luminose e splendenti.
Ogni aspetto differente è indice di possibili problemi intervenuti nel
processo.
All’interno del filo di stagno è contenuta un’anima di flussante.
Come per la lega di stagno anche per i flussanti esistono diversi tipi.
La più vecchia e comune ancora in uso nella saldatura manuale, è la
colofonia ricavata
dall’albero di pino.
Il compito del flussante è quello di pulire le superfici delle parti in
saldatura, consentendo allo stagno di aderire e di formare un forte legame.
Il flussante durante la saldatura fuoriesce dallo stagno e cola sulle
piazzole del circuito stampato (PCB).
Va precisato che per ottenere buone saldature, le superfici da saldare
devono essere ben pulite, non ossidate e libere da qualsiasi altra
contaminazione.
Il flussante interagisce con tutte le superfici metalliche e con lo stagno
fuso, dissolvendo gli ossidi e riducendo le tensioni superficiali della lega
di stagno.
Questo aiuta lo stagno a fluire e scivolare facilmente sulle superfici
metalliche da saldare.
Una
volta raffreddato, il flussante solidifica
nuovamente.
Essendo chimicamente inerte, ovvero non corrosivo e non conduttivo, non c’è
necessita di rimuoverlo se non per ragioni estetiche.
In
questi casi per eliminarlo dal circuito basterà usare dell’alcool
isopropilico o qualsiasi altro solvente.
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