il numero che segue la sigla indica
il coefficiente moltiplicato per IO6.
Se volessimo ad esempio valutare la capacità di un condensatore da
220 pF, del tipo N100 alla temperatura di 60 °C supponendo che la
temperatura del valore nominale sia 20°C, otterremmo:
ΔC = 100 *
10-6 ( 60 - 20 ) o 220 o 10-12 = 0,88pF
Ovvero tenendo presente che la
variazione di capacità è in diminuzione essendo il coefficiente di
temperatura negativo:
C(@60°C) =
Cnominale - ΔC = 220 - 0.88 = 219,12 pF
- Resistenza di isolamento
Indica le perdite in dc nel
dielettrico. Un buon condensatore deve avere una resistenza di
isolamento molto alta, normalmente indicata in MW.
Tanto più elevata è la resistenza di isolamento tanto più il
condensatore sarà in grado di conservare a lungo la sua carica in
assenza di carico.
- Angolo di perdita
Applicando ad un condensatore
ideale una tensione sinusoidale, la corrente I che circola in esso
risulta sfasata rispetto alla tensione applicata di 90°.
In figura-2 è rappresentato il circuito equivalente di un
condensatore reale con raffigurati tutti gli elementi non parassiti.

Figura-2
La resistenza Rp
indica le perdite nel dielettrico in ac, nella quale risultano
maggiori che in dc.
La RS, raffigura la resistenza dei collegamenti e dei
terminali mentre L l'induttanza serie dovuta alla tecnologia di
costruzione.
L'induttanza parassita L ha come effetto la
limitazione della banda di frequenza superiore in cui il
condensatore può essere usato correttamente.
Normalmente, se il condensatore è utilizzato in un range di
frequenze idoneo, essendo il valore di RS molto
piccolo, l'effetto di L diviene trascurabile.
Il circuito equivalente semplificato sarà pertanto quello di
figura-3 al quale corrisponde il diagramma vettoriale di figura-3a.
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